Storia del Coordinamento Agroecologia Sicilia

Il Coordinamento Agroecologia Sicilia nasce nel 2017, a seguito di vari incontri tenutisi anche presso l’Assemblea Regionale Siciliana, in cui si ritenne opportuno dare una svolta decisiva al sistema agricolo siciliano.
Il progetto, voluto dalla deputata dell’ARS Valentina Palmeri, iniziò con l’incontro di vari esperti e ricercatori del settore, nonché di varie associazione ed organizzazioni siciliane.
Il coinvolgimento portò ben presto alla redazione di un Disegno di Legge, curato tra gli altri da Guido Bissanti, ed affiancato da vari esperti e ricercatori tra cui è doveroso menzionare il compianto Antonino Lo Bello, oltre a Giovanni Caronia, Alfio Furnari, Giovanni Dara Guccione, Marina Giustiniano, Barbara Manachini, Giorgio Schifani ed altri.
Durante l’elaborazione del testo e l’inizio dell’iter legislativo presso la III Commissione Attività Produttive della Regione Siciliana, il Disegno di Legge si dimostrò ben presto avveniristico ma soprattutto perfettamente centrato agli orientamenti politici in materia, non solo per la presenza, sin dal 2015 di Agenda 2030 ma anche perché, nel frattempo erano sopravvenuti il Green Deal Europeo (2019) e le due Strategie: Farm to Fork e Biodiversity 2030.
Obiettivi che prevedono, tra gli altri, la riduzione del 50% dell’uso di biocidi e il rischio che rappresentano entro il 2030, la riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, la tutela e l’incremento della biodiversità naturale ed agricola e il miglioramento ed incremento della rete di zone protette.

Incontro Assemblea Regionale Legge Agroecologia

Il Disegno di Legge, approvato all’unanimità, è diventato Legge della Regione siciliana, prima Regione in Europa a dotarsi di una norma in campo agroecologico (L.R. 21 del 29 luglio 2021), .
Oggi, con l’entrata in vigore di questa legge, si attuerà quella conversione agroecologica necessaria per la salvaguardia delle produzioni locali, del reddito degli agricoltori e della biodiversità agricola e naturale. Verrà anche ridotto l’uso dei prodotti di sintesi quali insetticidi, diserbanti, ecc. molto dannosi non solo per l’ecosistema ma anche per la salute dei cittadini.
Tra gli obiettivi della legge, inoltre, anche la promozione e l’elaborazione di un piano di ricerca per lo sviluppo di un sistema informatico integrato mediante l’utilizzo di tecniche innovative come la sensoristica, la diagnostica e l’agricoltura di precisione, applicate ai sistemi agroalimentari, forestali e zootecnici, al fine di incentivare processi produttivi virtuosi orientati sempre più verso uno sviluppo sostenibile inteso come riduzione degli impatti produttivi sull’ambiente e sul clima.
Inoltre la legge prevede, tra le altre misure, incentivi e premialità, anche all’interno del PSR, per le aziende che introducono in azienda specie, varietà e razze autoctone e si attengono alle prescrizioni di cui all’art. 7 della suddetta legge.




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